Roma e il Lazio ripartono (anche) con una politica industriale sulle società pubbliche

Roma, 3 dicembre 2021- (Agenzia Nova) – Roma, con oltre 2,5 milioni di abitanti, un terzo dell’intero territorio regionale, e con l’onere di rappresentare l’Italia nel mondo dovrà nei prossimi anni diventare “Capitale della buona occupazione”. Lo ha già promesso in campagna elettorale l’ex titolare del Mef, Roberto Gualtieri, eletto sindaco con più del 60 per cento dei consensi. È credibile che il centrosinistra abbia pescato buona parte delle preferenze proprio nel bacino dei migliaia di dipendenti delle società partecipate capitoline i quali, negli ultimi cinque anni, dopo una iniziale luna di miele con la precedente amministrazione, hanno protestato a più riprese contro la riorganizzazione proposta dal Movimento 5 stelle. Il compito a cui è chiamato il sindaco è complesso ma, secondo i sindacati di Roma e del Lazio, è l’occasione giusta per avviare una politica industriale, a regia pubblica, su tutto il complesso delle società partecipate. Il primo atto del sindaco, in materia, è stato quello di tenere la delega sulle partecipate. Il secondo ha riguardato la governance delle società. In settimana l’Assemblea capitolina ha licenziato la delibera che prevede nuovi indirizzi per la scelta dei dirigenti. Il Campidoglio istituirà un Elenco unico generale sul sito comunale: chi è in possesso di requisiti manageriali potrà caricare il suo curriculum e il sindaco potrà o selezionare i profili che ritiene idonei oppure indire avvisi pubblici. La delibera punta a favorire meritocrazia e e trasparenza. Un primo passo, ma molti altri sono ancora da fare e andranno compiuti in forte sinergia con la Regione Lazio. La riorganizzazione delle società pubbliche di Roma, infatti, investirà i 30 mila lavoratori impiegati in una trentina di aziende capitoline ma anche tutta la filiera dei servizi resi dagli enti pubblici su base regionale. Un processo complesso ma possibile secondo i sindacati territoriali che hanno elaborato un documento unitario che guarda agli asset dell’economia del futuro: innovazione e transizione ecologica. “Ci aspettiamo che tra Comune di Roma e Regione Lazio si crei un rapporto sinergico”, spiega il segretario della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, interpellato da “Agenzia Nova”. “Incrementare la qualità dei servizi offerti ai cittadini e creare un’occupazione di qualità dovranno essere le priorità nell’agenda di Comune e Regione”, aggiunge.Secondo la Cisl sarebbe auspicabile un’unica holding, con un unico management, che accorpi tutte le partecipate. “La nostra proposta è una holding di tutte le partecipate, con un presidente e un consiglio di amministrazione di alto profilo professionale – racconta il segretario della Cisl di Roma Capitale e Rieti, Carlo Costantini –. È chiaro che la holding risponderà al socio di maggioranza, quindi al Comune di Roma, e che i contratti di servizio andranno tarati sull’impegno richiesto alle singole società”. Per la Uil, invece, la strada è quella di un accorpamento tra partecipate che hanno la stessa vocazione. “La vera holding già c’è, è il Comune di Roma – chiarisce il segretario della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica –. Una holding delle partecipate comporterebbe il rischio di un’equiparazione dei contratti dei lavoratori, i quali hanno tutti competenze diverse. Riteniamo invece che si debba intanto ragionare sull’accorpamento delle società che hanno la stessa missione, e soltanto successivamente, se necessario, valutare un soggetto unico”. I prossimi tavoli tra Campidoglio e sindacato dovranno quindi trovare un punto di sintesi, tenendo conto che la riorganizzazione delle società pubbliche però è necessaria e urgente, perché lo prescrive la norma nazionale, perché serve a ottimizzare le risorse dell’ente comunale.

Già da gennaio, quindi, “si dovrà ragionare” su quanto proposto dai sindacati poiché “si tratta di progetti complicati che vanno implementati da subito. Gennaio dovrà essere il momento in cui programmare il futuro della Capitale e del territorio regionale”, sottolinea Azzola della Cgil. Un’attenzione particolare “dovrà essere dedicata al comparto dei lavoratori Multiservizi, che svolgono funzioni essenziali e che da anni vanno avanti tra proroghe, contratti di lavoro precari e ricorsi giudiziari: è una forza lavoro enorme che va internalizzata”, precisa Civica della Uil. Il faro di riferimento, per tutti i sindacati, però, resta quello della sottoscrizione di un “Patto per il lavoro”: sul punto il sindaco ha già incontrato le associazioni datoriali. “Incontro molto positivo”, ha commentato il primo cittadino. Nient’altro. La richiesta dei sindacati è quella che negli appalti pubblici del Comune di Roma si preveda il rispetto dei contratti nazionali, delle tabelle del costo del lavoro, e una durata dell’impiego che sia più lunga possibile. “È la madre di tutte le battaglie – conclude Costantini della Cisl -. Roma è diventata la città dei lavoretti e del precariato, una condizione che abbassa la qualità del servizio reso dal pubblico. Speriamo già a gennaio, dopo natale, di poter sottoscrivere questo patto”.