SOCIALE. SINDACATI: PIANO COMUNE ROMA INADEGUATO, NON RISPONDE NUOVE POVERTA’

(DIRE) Roma, 19 maggio 2020. – “Facciamo fatica a capire la soddisfazione che si riscontra nelle dichiarazioni dell’assessora al Sociale del Comune di Roma, Veronica Mammi’, relative all’approvazione in giunta del Piano sociale cittadino. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono convintamente la loro contrarieta’, che si puo’ anche leggere nella premessa del Piano stesso. Abbiamo criticato con forza il metodo e lo scarso coinvolgimento nella preparazione sostanziale del Piano che avrebbe dovuto poter raggiungere i suoi obiettivi legati alla centralita’ della persona e dei suoi bisogni attraverso un percorso costruttivo basato sul confronto con chi da sempre quei bisogni li rappresenta”. Cosi’, in una nota, Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti, Uil Lazio. “Rileviamo e facciamo rilevare, con rammarico- aggiungono le sigle sindacali di Roma e Lazio- il mancato recepimento nel merito da parte dell’assessorato delle tredici proposte che avevamo avanzato alla riunione di novembre scorso e che comprendevano l’inserimento, in primis, di un’area dedicata agli anziani, assente nella proposta di Piano da noi analizzato, e che rappresentano una parte integrante del tessuto cittadino, il cui ruolo sociale e’ di imprescindibile considerazione, per proseguire con i temi legati alla casa, all’accoglienza, alle disabilita’, per aggredire poi le liste d’attesa e le difficili problematiche dell’assistenza domiciliare ecc. Tutte finalizzate ad interventi piu’ efficaci e coerenti con i bisogni della citta’ e condivise con le persone e famiglie piu’ fragili. Non sono stati sufficienti quattro anni e due assessori passati all’insegna della propaganda politica a definire un Piano sociale che, iniziato con la pratica della partecipazione cittadina e’ finito per essere approvato nella piu’ assoluta opacita'”.”Possiamo aggiungere- scrivono ancora Cigl, Cisl e Uil- che l’attuale piano e’ addirittura peggiore di quello che ci avevano sottoposto e che definimmo superato dagli eventi. L’attuale mantiene tutti i riferimenti d’analisi degli anni passati con l’aggiunta di alcune piccole novita’ che si sommano senza logica con quelle vecchie. Per quello che ci riguarda noi giudicheremo il merito dei provvedimenti e questo senza ombra di dubbio merita una bocciatura perche’ le misure non sono destinate a migliorare le condizioni di vita delle persone piu’ deboli le quali, tra l’altro, hanno atteso i buoni spesa distribuiti con ritardo o il contributo alla locazione da parte del Comune”. “Siamo convinti- spiegano ancora i sindacati- che giuste politiche sociali possano limitare fenomeni d’intolleranza ma siamo altrettanto certi che questo Piano sociale non assolva al compito primario che si e’ posto: ricondurre al centro la persona. Perche’ nato gia’ vecchio, essendo, la sua genesi, da ritrovare a molto tempo prima dell’emergenza Coronavirus, che ha modificato e destrutturato gli equilibri gia’ precari del tessuto socioeconomico cittadino. Il Piano Sociale Cittadino di cui ora Roma Capitale ha bisogno necessita di essere riparametrato sulla base delle nuove richieste dettate dalle nuove poverta’ in termini di sicurezza sociale, perche’ il cittadino di Roma, come di qualsiasi altro aggregato, ha bisogno, ora, di poter riacquisire quella dignita’ sociale che lo stato di emergenza gli ha tolto. Ci vuole una forte coscienza civile per mettere al centro la persona, ci vogliono scelte di coraggio per cambiare drasticamente il sistema che l’emergenza ci ha dimostrato fallimentare. Ci vogliono criteri e principi e valori diversi perche’ nasca una rete di protezione omogenea per dare luce alle nuove esigenze di protezione e tutela della cittadinanza e dei lavoratori”.