Roma: Cgil, Cisl e Uil lunedì in piazza “per un’idea diversa di città”

Roma, 30 gen 11:30 – (Agenzia Nova) – “Le dinamiche innescate dalla pandemia stanno accentuando la stagnazione socio-economica della città in corso ormai da circa quindici anni”. Lo dicono, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale Rieti Carlo Costantini e il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica. “E’ necessario reagire e contrastare gli impatti della crisi sul territorio, confrontarsi sulle azioni condivise per preparare la ripartenza con un tessuto sociale e produttivo, più forte, coeso e solidale che abbia al centro il lavoro di qualità e la protezione sociale come strumenti privilegiati di valorizzazione ed emancipazione sociale della persona e lo sviluppo economico e produttivo sostenibile come elemento imprescindibile per la mobilità sociale, l’innovazione, il superamento del sistema delle rendite. Siamo invece dinanzi a un bilancio triennale statico, che prevede tagli per importanti servizi rivolti ai cittadini e che è incapace di scuotersi dalla sua pluriennale ripetitività anche in presenza dei drammatici effetti della pandemia. Il principio ‘nulla sarà come prima’ rimane vuoto di contenuti, di idee e di azioni”.

“Il confronto che abbiamo realizzato tra i bilanci preventivi di spesa redatti dal 2016 al 2021 – continuano i sindacalisti – ci restituisce una capacità di programmazione piatta e priva di visione strategica. In termini di qualità ed efficienza dei servizi, Roma si ritrova nelle medesime (se non peggiori) condizioni in cui si trovava quando l’attuale amministrazione l’ha ereditata dalla giunta Marino. La stessa gestione della pandemia a livello comunale è parsa insufficiente e priva sia di proposte che di azioni aggiuntive a quelle nazionali e regionali, ma ancor più preoccupante è la totale assenza di una strategia per affrontare il crescente disagio sociale che colpisce le categorie più fragili come anziani e disabili e gestire la crisi occupazionale ed economica che investirà il terziario classico della città e l’area del turismo soprattutto nel centro storico di Roma al termine del blocco dei licenziamenti.

“La congiuntura imporrebbe alla politica istituzionale il dovere di promuovere sintesi condivise con le rappresentanze sociali sui programmi per la città in grado di determinare un effettivo e diffuso progresso sociale. Permane invece una visione della politica chiusa nell’autoreferenzialità e nella sterile, inutile, ricerca di presunte responsabilità individuali da epurare ciclicamente, ma priva dell’ambizione di orientare le trasformazioni sociali, economiche e culturali in grado di superare le disuguaglianze e intercettare la complessità della modernità nei suoi flussi di innovazione sociale e produttiva. Il Comune di Roma e la Città Metropolitana hanno necessità di un chiaro, concreto e realizzabile programma di nuove infrastrutture per il sociale, i trasporti e i rifiuti e per il sistema economico, puntando sullo sviluppo dei settori storici dove l’elevata specializzazione e la dimensione della massa critica occupazionale e produttiva esistenti e consolidate sono in grado di sviluppare forti economie agglomerative e di incrociare le dinamiche positive del cambiamento globale”, aggiungono Cgil, Cisl e Uil.

“Turismo, sistema della conoscenza e dell’istruzione, sistema della sanita e delle scienze della vita, sistema della cultura, dello spettacolo e dei beni artistici e architettonici, sistema dell’energia e delle telecomunicazioni, sistema della Pa centrale e periferica sono i settori centrali e decisivi per il futuro, settori che se adeguatamente supportati possono fungere da volano per il restante apparato socio-produttivo del territorio da accompagnare con la creazione di una diffusa rete comunale di diritti sociali”, continuano il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale Rieti Carlo Costantini e il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica. “Su questi temi, peraltro, insistono molti punti di intersezione con il Recovery Plan nazionale e con i relativi fondi, a partire dai progetti nazionali che vedono una particolare e dichiarata specificità di Roma (caput mundi, rifiuti e tpl, turismo, scienze della vita, industria del cinema, rigenerazione urbana e così via)”.

“E’ quindi necessario sviluppare immediatamente la progettualità e la capacità amministrativa per intercettare quei fondi, chiamando all’elaborazione dei piani di sviluppo tutte le forze disponibili della città in base alle competenze, alla capacità di rappresentanza che esercitano e alla capacità di facilitare il governo delle complessità che si genereranno intorno al Ricoveri Plan”, concludono i sindacalisti. “Per questo proseguiremo la mobilitazione che lunedì primo febbraio ci vedrà in Piazza del Campidoglio contro i tagli ai servizi ai cittadini alle ore 14.30. In assenza da parte dell’amministrazione comunale di una reale volontà di confronto costante e leale con i corpi intermedi della città, proporremo, entro febbraio, alle rappresentanze sociali e produttive metropolitane di aprire momenti di confronto tematici su questi punti per elaborare un piano di interventi con un relativo crono-programma da consegnare alle istituzioni locali e nazionali come contributo attivo allo sviluppo sociale, economico e produttivo di Roma da avviare entro la fine del 2021”.

Leggi Repubblica di Roma di sabato 30 gennaio 2021