Malagrotta: sindacati scrivono al Prefetto, garantire tutela lavoratori e sicurezza

Roma, 16 giugno 2022 – (Agenzia Nova) – Per l’incendio che da ieri sta interessando parte dell’ex discarica di Malagrotta a Roma, i sindacati scrivo al prefetto per garantire i relativi dispositivi di sicurezza per le attività lavorative indifferibili. “Riteniamo gravissimo l’ennesimo incendio a un impianto rifiuti della Capitale. Un incendio per il quale ci risulta che il sindaco di Roma abbia emanato un’ordinanza con la quale dispone il divieto di alcune attività all’aperto in un raggio di 6KM dall’epicentro, almeno per 48 ore”. Lo scrivono in una nota della Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti e Uil Lazio. “L’ordinanza, opportuna per l’impatto ambientale, – continua la nota – non affronta però il problema delle attività lavorative all’aperto nello stesso raggio d’azione. Pensiamo ad alcuni settori quali l’edilizia, l’agricoltura, la logistica. Già in mattinata le nostre organizzazioni sindacali hanno ricevuto diverse segnalazioni da lavoratori che operano con un’esposizione presumibilmente a fumi con alto livello di diossina e altri agenti chimici che possono recare danno alla salute degli stessi lavoratori. Stiamo tempestivamente segnalando alle aziende che operano in quell’aria la necessità di garantire con i relativi dispositivi di sicurezza la salute dei lavoratori e dove necessario interrompere le attività. Abbiamo chiesto pertanto al Prefetto di valutare la possibilità di emanare un’ordinanza che possa disciplinare la sospensione delle attività a rischio e la necessità di garantire i relativi dispositivi di sicurezza per le attività lavorative indifferibili. In ogni caso le nostre organizzazioni garantiranno tutela ai lavoratori che a fronte di gravi rischi per la propria salute, in applicazione dell’articolo 44 del decreto legislativo n.81/2008, si allontaneranno dal luogo di lavoro. Infine, ma non meno importante, ci chiediamo come mai non ci fossero impianti anti incendio all’interno del TMB visto, tra l’altro, il ripetersi di alcuni episodi”, concludono i sindacati.