Lazio: sindacati, welfare locale va totalmente ripensato, servono nuovi modelli

Roma, 15 maggio 2020 – (Agenzia Nova) – Il welfare locale va totalmente ripensato alla luce di quanto sta avvenendo e alle nuove regole di distanziamento sociale. Lo sostengono, in una nota, le segreterie di Cgil Roma Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti e Uil Lazio che, in videoconferenza, hanno raccolto le sollecitazioni dei segretari responsabili dei territori e dei dirigenti sindacali delle categorie dei pensionati e della funzione pubblica. “L’ emergenza sanitaria dovuta al contagio da Covid-19 e la conseguente crisi economica ha aumentato le disuguaglianze sociali, economiche, geografiche, di genere e alle povertà già conosciute se ne sono aggiunte di nuove – spiegano i sindacati -. Parliamo di un precariato diffuso, uno stato di disoccupazione crescente e di lungo termine per partite Iva, lavoratori autonomi, artigiani. Se a questa tragedia umana e sociale aggiungiamo il peso dei ritardi nel pagamento degli ammortizzatori sociali ci troviamo di fronte a migliaia di persone che si sono trovate dall’oggi al domani nell’impossibilità di mettere insieme il pranzo con la cena, pagare un affitto e le bollette. Gli interventi economici della Protezione civile e della Regione Lazio per l’acquisto di generi alimentari e farmaci hanno scontato l’incapacità della politica di governare la burocrazia, con conseguente insostenibile allungamento dei tempi di risposta generando così ulteriori disuguaglianze e discriminazioni nell’emergenza povertà”.
Per le segreterie di Cgil Roma Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti e Uil Lazio “l’attuale situazione ha quindi drammaticamente evidenziato tutti i limiti e le fragilità del nostro sistema di welfare, delle politiche sociali e per l’inclusione. Il welfare locale va quindi totalmente ripensato alla luce di quanto sta avvenendo e alle nuove regole di distanziamento sociale. Auspichiamo che questa tragedia sia almeno l’occasione per ripensare un nuovo welfare in senso davvero generativo e solidale, capace di ridurre gli squilibri sociali e, partendo dagli ultimi, sappia rimettere al centro la persona, le sue necessità e i suoi diritti. E’ necessario rilanciare una nuova stagione di concertazione in tutti i distretti e con i comuni capofila per dare risposte concrete a bisogni primari. Purtroppo dobbiamo registrare da parte di alcune amministrazioni locali, il tentativo, nemmeno troppo celato, di procedere in totale autonomia sulle scelte dei servizi rivolti a persone e famiglie in difficoltà, cercando la facile via della disintermediazione dei rapporti fra sindacato e cittadinanza. Crediamo invece, al contrario, che proprio in questi tempi il Paese, i cittadini, le famiglie, i lavoratori, i pensionati, i giovani, abbiano bisogno – concludono – di un rinnovato coinvolgimento delle parti sociali. Se qualcuno pensa che ci lasceremo mettere all’angolo, ha sbagliato indirizzo”.