Lavoro: Cisl, salvaguardare lavoratori utenze non domestiche Ama, basta aspettare


Roma, 17 luglio 2020 – (Agenzia Nova) – Bisogna salvaguardare i lavoratori delle utenze non domestiche. È quanto si legge in una nota del segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti, Carlo Costantini, e del segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci. “Dopo tre mesi di confronto e 16 incontri con Ama e con l’amministrazione comunale, la vertenza sulla raccolta delle utenze non domestiche è ancora su un binario morto: adesso non è più tollerabile attendere oltre, è necessaria e urgente un’assunzione di responsabilità sul futuro di 270 lavoratori, lavoratrici e famiglie – affermano i sindacalisti -. È arrivato il momento di ricevere risposte credibili e di parlare concretamente del futuro di tante, troppe persone che vivono un prolungato e immeritato momento di tensione, preoccupazione e talvolta disperazione”. Per i sindacalisti “ciò che serve è un piano assunzionale che potrebbe essere varato dalla Giunta capitolina e approvato, insieme al tariffario, dal consiglio comunale entro il 31 luglio. Al contrario, il Campidoglio e Ama assumono un atteggiamento dilatorio, presentando a ogni incontro ‘pseudo’ percorsi, ‘soluzioni tampone’ insufficienti per la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori”.

“Ad oggi – continuano i sindacalisti – Ama ha dato disponibilità a individuare prospettive soltanto per 50 lavoratori, molti meno dei 110 su cui si era registrato l’impegno dell’amministratore unico Stefano Zaghis. A tutto ciò si aggiunge il fatto che non si hanno ancora notizie riguardo alla continuità del servizio della raccolta presso le utenze non domestiche nei Municipi in cui l’Ati è uscente, nonché sulle conseguenti prospettive occupazionali”. In particolare, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti, Carlo Costantini, sottolinea che “Questa vicenda mette in luce un problema più generale, che concerne il rapporto del Campidoglio con i sindacati confederali: ci riferiamo alla mancanza di un confronto sul bilancio comunale, ancora non avvenuto nonostante gli impegni e le rassicurazioni della sindaca. Il tema è semplice: deve o no il sindacato discutere delle tariffe sui rifiuti che la Giunta intende far pagare ai cittadini? Possiamo o no avere voce in capitolo sulle entrate e uscite, sulle tasse e sugli investimenti, in poche parole sull’impianto sociale da cui dovrebbe derivare un’idea di città? Riteniamo che la risposta sia scontata: sì”, conclude Costantini.