Lavoro agile: Costantini, vantaggio per chi ha difficoltà, ma non sia unico modello!

Roma, 20 luglio 2020 – (Agenzia Nova) – Il lavoro agile nella pubblica amministrazione “può essere un vantaggio per le persone più fragili o per chi ha più difficoltà a conciliare tempi di lavoro e di vita personale” ma “ci deve essere una percentuale massima dei lavoratori che possono andare in smart working, con precedenza a chi ha più difficoltà, per esempio giovani madri o chi è fragile fisicamente e va tutelato” e “i rapporti di lavoro hanno bisogno di regole ben precise, altrimenti il rischio è che il lavoratore lavori di più e guadagni di meno”. Il lavoro agile, dunque, “non può essere unico modello del lavoro in Italia”. 
Lo ha detto in un’intervista ad “Agenzia Nova” il segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti, Carlo Costantini. A oggi “la Pa non sta erogando i buoni pasto ad esempio – ha aggiunto -, inoltre c’è il rischio di allontanare in maniera quasi definitiva le persone dal mondo del lavoro, dalla condivisione degli spazi, dalla consapevolezza di essere comunità” tuttavia “il futuro sarà sempre più informatizzato e qualsiasi lavoro che non si svolge in presenza deve essere normato contrattualmente, ci deve essere una percentuale massima dei lavoratori che possono andare in smart working nella pubblica amministrazione” ma “anche osservatori permanenti che coinvolgano le parti sindacali e datoriali, per monitorare l’andamento del lavoro agile. Noi – ha sottolineato Costantini – non vogliamo osteggiare questo cambiamento ma non lo vogliamo come unico modello del lavoro in Italia”. Infine, rispetto ai cali di fatturato delle attività commerciali sorte attorno agli uffici pubblici “c’è un forte rischio di tenuta dei livelli occupazionali – ha concluso – non si spendono i buoni pasto e ci sono meno persone in giro. Il Comune dovrebbe fare un intervento per salvare queste attività”.