Crisi, i sindacati in rivolta contro il Campidoglio “I tagli uccidono la Capitale. Presidio oggi alle 14:30 in Piazza del Campidoglio

di Lorenzo d’Albergo

Repubblica Roma 1 febbraio 2021 – Nella lunga corsa verso le Comunali, la prima cittadina Virginia Raggi non potrà contare sul supporto dei sindacati. Iniziato sotto i migliori auspici, il rapporto tra il Campidoglio grillino e i rappresentanti della Roma che lavora e produce è ai minimi storici. Cgil, Cisl e Uil sono pronte a sottolinearlo ancora una volta, con la nuova manifestazione convocata all’ombra di palazzo Senatorio a partire dalle 14.30 di questo pomeriggio. A mettere le sigle sul piede di guerra è l’ultimo bilancio di previsione a 5 Stelle, valido per tre anni e in approvazione proprio in questi giorni in Assemblea capitolina. «È un rendiconto statico- attaccano le tre sigle – che prevede tagli per i servizi rivolti ai cittadini e non individua soluzioni per i drammatici effetti che la pandemia ha avuto e avrà ancora sulla capitale ». Per i sindacati la situazione è critica, persino in peggioramento rispetto al passato. E il Comune pentastellato non pare avere idee: «In termini di qualità ed efficienza dei servizi, Roma si ritrova nelle medesime (se non peggiori) condizioni in cui si trovava quando l’attuale amministrazione l’ha ereditata dalla giunta Marino». Il punto di vista è lo stesso delle opposizioni, Pd in testa. Ma anche di Simona Ficcardi e Agnese Catini, le due consigliere grilline pronte a mollare il MSS per migrare nel gruppo misto. Un doppio addio che rischia di mettere al tappeto la maggioranza, ridotta a 25 elementi più la sindaca, e da qui in avanti costretta ogni volta a un’estenuante conta in aula Giulio Cesare per assicurarsi di avere ancora i numeri necessari a far sentire la propria voce. Di certo oggi faranno sentire la loro Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Carlo Costantini, segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti. Con loro anche Alberto Civica, segretario generale della Uil. Oltre alla manifestazione, le tre sigle puntano a coinvolgere «le forze sociali e produttive della città per elaborare un piano di interventi con un relativo crono-programma da consegnare alle istituzioni locali e nazionali come contributo attivo allo sviluppo della capitale». Una sorta di vademecum su Roma da consegnare al governo, alla Regione e a chiunque occuperà lo scranno più importante del Campidoglio al termine del· le prossime elezioni Amministrati· ve. Sempre che Raggi non voglia ascoltare l’appello dei sindacati, che offrono l’ultima sponda alla sindaca che li ha dimenticati nelle convocazioni inviate per il tavolo sui poteri per Roma: «Chiediamo un confronto con l’amministrazione capitolina su welfare, infrastrutture, investimenti e progetti per un nuovo modello di città nonché sulle crisi del sistema delle aziende partecipate».