CORONAVIRUS. SINDACATI: NESSUN LAVORATORE VA LICENZIATO IN QUESTI GIORNI “INVIEREMO NOSTRO DOCUMENTO CON MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO”

 (DIRE) Roma, 10 marzo 2020. – “In merito all’emergenza Covid-19, gia’ nei scorsi giorni abbiamo chiesto a Roma Capitale e alla Regione Lazio di attivare tutti gli strumenti di confronto e di intervento istituzionale per dare pronte risposte ai lavoratori, ai cittadini e alle imprese in questa fase difficile per il paese e per la nostra regione. Ieri, inoltre, abbiamo scritto alle principali associazioni datoriali per segnalare preoccupanti iniziative adottate da alcune imprese che hanno inviato lettere di licenziamento senza nemmeno valutare l’utilizzo degli ammortizzatori conservativi”. Cosi’, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Cisl del Lazio e la Uil del Lazio. “Vogliamo dire con chiarezza che se vogliamo superare come sistema paese un’emergenza come quella che l’Italia sta attraversando serve responsabilita’ e nessun lavoratore deve essere licenziato in questi giorni di enorme difficolta’. La rapida evoluzione dell’emergenza, che ha portato il Governo a emanare ieri sera nuovi decreti per aumentare ed estendere in tutta Italia le misure gia’ previste per la sola zona ‘rossa’ e per potenziare il Sistema Sanitario Nazionale- continua la nota- impone un’accelerazione delle azioni da mettere in campo anche sul nostro territorio”. “Nelle prossime ore, viste anche le specificita’ del nostro tessuto produttivo, invieremo alle istituzioni territoriali un documento con le proposte di misure di sostegno al reddito necessarie per far fronte a questa condizione di emergenza, anche in vista dell’annunciato provvedimento del Governo- prosegue la nota- Sono gia’ diverse migliaia le lavoratrici e i lavoratori che si ritrovano a non poter lavorare e senza un reddito: piu’ di seimila sono quelli dei servizi di pulizia, assistenza ai disabili e mensa legati alle chiusure delle scuole del solo Comune di Roma”. “Analoga condizione e’ possibile rilevarla in diversi enti locali della regione. Un numero destinato a salire esponenzialmente gia’ nei prossimi giorni, quando gli effetti delle limitazioni necessarie per fermare l’emergenza Covid-19 decise dal Governo troveranno piena attuazione. Servira’ tempestivita’ nelle misure e un forte coordinamento per evitare un crollo dell’economia regionale, prevedendo l’utilizzo anche di altre leve economiche oltre a quelle nazionali per garantire la liquidita’ delle aziende in grande difficolta’ (anche attraverso un differimento delle imposte)- spiega la nota- Allo stesso tempo occorrera’ farsi carico delle grandi emergenze che si stanno scaricando sui lavoratori e lavoratrici, in particolare quelli piu’ precari e degli appalti, ovvero con basso reddito e basso livello di protezione sociale”. “In questo senso ci sentiamo di sostenere la proposta di una moratoria sugli sfratti. Ci aspettiamo inoltre un pieno coinvolgimento per l’attuazione delle misure che permetteranno un potenziamento del SSR. La tensione e le difficolta’ all’interno delle strutture sanitarie sono in costante aumento- si legge ancora nella nota- Per affrontare l’emergenza non si puo’ procedere con scelte unilaterali e facendo leva esclusivamente sul senso di responsabilita’ degli operatori del SSR e delle societa’ che svolgono i servizi in appalto come avvenuto in queste settimane e a cui va il nostro sentito ringraziamento. Servono scelte condivise con le organizzazioni sindacali per garantire la sicurezza dei lavoratori e la qualita’ dei servizi per i cittadini”. “Vogliamo infine lanciare un appello alla responsabilita’ agli operatori economici sul nostro territorio: le restrizioni previste dal nuovo DPCM stanno mettendo a dura prova milioni di lavoratori- concludono i sindacati- Crediamo che le aziende debbano fare tutto il necessario per rispettare le previsioni del decreto e le misure di sicurezza conseguenti e se necessario adeguare i tempi e le modalita’ di produzione a quanto previsto del decreto. Solo cosi’ potremmo evitare conseguenze persino peggiori a quelle gia’ in corso”.