Convegno Associazione Donne e Società 11 maggio 2020 “Ripartire dalla scuola tra emergenza covid-19 e nuove prospettive”

Roma 12 maggio 2020 – L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese ci impone di affrontare il tema della ripresa dell’attività scolastica dei bambini e dei ragazzi con uno scenario nuovo per l’attività nelle scuole di ogni ordine e grado.
Su questo tema di stringente attualità, l’associazione Donne & Società ha promosso un incontro in videoconferenza che si è svolto ieri. Moderato dalla presidente Donatina Persichetti, il dibattito ha coinvolto relatrici come Silvia Costa, presidente Commissione cultura UE, Eleonora Mattia, presidente Commissione Pari Opportunità Regione Lazio e, per la Cisl, Francesca Coscarella e Mariella Vitaliano, segretarie della Cisl Roma Capitale Rieti e della categoria della scuola. In qualità di uditrice presente Giulia Falcucci, responsabile del Coordinamento Donne della Cisl Roma Capitale Rieti.

Nel suo intervento, Francesca Coscarella ha evidenziato i problemi che il lockdown ha generato nelle scuole dove “ha accresciuto le disuguaglianze di conoscenza, di partecipazione e di socializzazione, aumentando il rischio di dispersione scolastica fra i bambini e i giovani già a rischio, ed ha ulteriormente impoverito ed esasperato le famiglie in difficoltà. La didattica a distanza ha bisogno di strumenti adeguati: connessioni informatiche veloci ed efficienti, strumenti e piattaforme ad hoc per gli ambienti familiari. In questi mesi ha dimostrato di essere un sistema innovativo per integrare l’attività in aula ma sul lungo periodo bisogna trovare un equilibrio per non creare ulteriori disuguaglianze e discriminazioni fra gli studenti”.

Secondo Mariella Vitaliano, segretaria Cisl Scuola Roma Capitale Rieti, “se dovesse essere necessario confermare anche a settembre alcune misure di contenimento per motivi di sicurezza a tutela della salute, auspichiamo che il ricorso alla DAD possa avvenire in modo residuale e fortemente integrata con la Didattica in Presenza. La programmazione degli interventi dovrà tenere nella giusta considerazione la differenza tra i diversi segmenti scolastici ed evitare pericolose generalizzazioni. Analogamente si dovrà provvedere per quanto riguarda il lavoro agile del personale ATA. In ogni caso queste modalità di lavoro, attualmente non disciplinate, vanno definite contrattualmente mediante un accordo con le parti sindacali, al fine di regolare diritti, impegni e orari di lavoro del personale. Siamo pronti ad assumerci le responsabilità che ci competono come parte sindacale ma è necessario lavorare in sinergia con tutti gli attori istituzionali.

SALUTE e SICUREZZA- DIRITTO ALLO STUDIO- TUTELA DELLE CONDIZIONI LAVORATIVE sono le parole-chiave che dovranno orientare, da subito, un piano d’azione maggiormente efficace ed innovativo che preveda investimenti mirati per dotare le scuole di organici adeguati, risorse e strumenti necessari per passare dall’emergenza alla Ripartenza”.
Per questo ora è importante attivarsi. Siamo a ridosso dell’estate e settembre è dietro l’angolo.
“Dobbiamo individuare come ripartire in ogni segmento scolastico, con analisi approfondite, anche sui territori, per ripensare modalità organizzative e tempistiche per ripartire in sicurezza.

Per noi della Cisl è necessario un Protocollo sanitario per e con la Scuola affinchè le direttive siano univoche e chiare: la scuola non è assimilabile a nessun altro luogo di lavoro e la ripartenza dovrà avvenire in sicurezza. Sarà necessario istituire tavoli di coordinamento anche a livello locale, affrontando il tema delle risorse economiche da investire e di quelle umane e professionali necessarie per riaprire. La riapertura richiede una fase di partecipazione che ci dovrà coinvolgere in un impegno comune a partire da chi sul territorio rappresenta la scuola: l’Ufficio Regionale Scolastico e territoriali, i dirigenti scolastici e gli insegnanti. A seguire le ASL e gli Enti Locali che gestiscono nidi e scuole dell’infanzia (solo a Roma accolgono circa 21.000 bambini), ma anche i servizi: trasporto scolastico, mense, AEC/OEPA, la pulizia e la sanificazione, le famiglie, i professori, gli esperti e chi in questo momento può incidere positivamente in questo processo complicato”.

Tante le variabili che dovranno essere ripensate. A iniziare dai tempi della didattica per continuare con i luoghi, la dimensione delle aule, degli spazi comuni e degli spazi all’aperto.
“Il numero degli allievi va modificato in base alle nuove regole del distanziamento – prosegue Coscarella – riconsiderando il numero degli insegnanti, dei tecnici di laboratorio e di tutto il personale necessario, senza trascurare l’assistenza ai bambini e ragazzi con disabilità. Serviranno Linee guida e Protocolli per ogni ordine e grado. Ogni fascia d’età ha bisogno di risposte, anche in riferimento al tessuto sociale, e servono strumenti adeguati per i ragazzi con disabilità. Per questo gli interventi andranno diversificati”.

Il tema dei centri estivi rientra a pieno titolo in questo dibattito. Dopo un isolamento forzoso di due mesi, conclude la sindacalista, se le condizioni lo consentiranno in sicurezza “sarebbe opportuno che le istituzioni locali progettassero, per il periodo estivo ormai alle porte, attività in piccoli o piccolissimi gruppi in luoghi sicuri, possibilmente all’aperto, per riprendere la vita sociale, il gioco, le attività ricreative e culturali sia nel proprio municipio che alla scoperta della nostra regione. Progetti necessari anche per sostenere la conciliazione vita/lavoro delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili devastate da questa pandemia che ha spezzato vite, affetti, lavoro”.
Progettare un percorso di rinascita della scuola per le giovani generazioni non sarà facile ma può diventare un’occasione preziosa per avere una scuola migliore