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FURLAN(CISL): CRISI DI ROMA, SÌ AL TAVOLO DI CALENDA E ADESSO SERVE L`IMPEGNO DI TUTTI

FURLAN(CISL): CRISI DI ROMA, SÌ AL TAVOLO DI CALENDA E ADESSO SERVE L`IMPEGNO DI TUTTI

venerdì 29 settembre 2017/Categorie: Prima Pagina

Caro Direttore,

la crisi di Roma deve far riflettere quanti hanno responsabilità istituzionali e politiche, ma anche il mondo delle imprese e tutte le espressioni della società civile. Nessuno può dire di non avere colpe nello stato di degrado civile, sodale ed economico m cui versa la Capitale d'Italia. Ha fatto bene il ministro dello Sviluppo, Calenda, a convocare un tavolo di "concertazione" con il Comune di Roma, la Regione Lazio e tutti i soggetti sociali. Non partiamo da zero. Abbiamo fatto un accordo importante, "Fabbrica Roma", ai primi di giugno con la sindaca di Roma Raggi per rilanciare l'economia della Capitale. Ed anche la Regione Lazio sta dando un contributo positivo con la giusta attenzione ai problemi occupazionali e di ricollocazione dei lavoratori. Nessuno può farcela da solo. Fissare insieme impegni reciproci, obiettivi, tempi e verifiche è il percorso giusto per affrontare i problemi del Paese e delle nostre città in uno spirito di co- responsabilità, in cui ciascuno deve fare la propria parte. È vero: Roma è oggi una città "spenta" sul piano delle condizioni economiche e della vivibilità per i cittadini, per la quale servirebbe una svolta ed una strategia che si fa fatica a vedere ormai da molti anni. È la cartina di tornasole del divario tra ricchezza e povertà oggi esistente nel nostro Paese, tra vecchia opulenza e gravi problemi di emarginazione. Roma è il simbolo più evidente di un declino economico nazionale perché nella Capitale si percepiscono meglio di ogni altro luogo il livello di stagnazione e di impoverimento del reddito nazionale, le conseguenze negative dei tagli agli investimenti pubblici e nella spesa nei servizi, la fuga al nord o all'estero delle grandi e piccole aziende. Oggi solo il 10% dei romani vive nelle zone centrali della atta, il restante 90% risiede in quartieri dove è peggiorato il livello di sicurezza, i servizi pubblici, il livello di assistenza sanitaria. Servirebbe un modello nuovo ed una idea d'insieme di Roma che dovrebbe vedere il Governo nazionale e le istituzioni locali lavorare insieme alle parti sociali per una nuova stagione che guardi agli interessi dei cittadini. Anche noi siamo convinti che occorre un "patto industriale" per Roma, una vera alleanza strategica per concordare gli interventi per favorire gli investimenti, aiutare le piccole imprese a svilupparsi, cogliendo le opportunità del territorio con progetti di innovazione tecnologica applicati non solo all'industria esistente ma anche ai servizi, al terziario, alle attività commerciali. Ma dobbiamo occuparci anche dei problemi della mobilità e dei trasporti, della carenza di abitazioni per le famiglie sfollate, della messa in sicurezza delle abitazioni e del patrimonio architettonico, del problema dei rifiuti e della salubrità dell'ambiente. Roma ha bisogno di progetti di inclusione sociale. Intere generazioni di giovani sono oggi senza una prospettiva, stanno progressivamente allargando la fascia di popolazione povera. Una situazione drammatica, grave. Roma è diventata negli ultimi anni la capitale dei piccoli lavori: impieghi solo giornalieri, saltuari, nel commercio, nel terziario, nella ristorazione, nei servizi. Lavori precari, mal pagati, spesso in nero. Manca un rapporto costruttivo tra scuola, industria, esigenze e bisogni del territorio. Si deve lavorare per rafforzare il legame tra università ed istituti di ricerca in modo da rinsaldare le eccellenze (che ci sono) ed aiutare lo sviluppo di nuove competenze e professionalità. Dobbiamo ripartire dalle politiche attive per il lavoro, dalla forma zione, da una vera alternanza scuola-lavoro, dalle reti digitali, con incentivi fiscali per le start-up e per chi vuole venire ad investire a Roma. Sono esigenze e problemi comuni a tante realtà metropolitane. Il circuito turismo, cultura, creatività, ma con un vero piano di sviluppo organico e strutturale, potrebbe rappresentare un elemento importante per l'economia della Capitale. Ma serv e una strategia per indirizzare gli investimenti nelle infrastnitture materiali ed immateriali, per dare respiro e vitalità alla valorizzazione dei beni culturali, artistici ed architettonici. Serve un impegno collettivo per la trasparenza, la responsabilità, il pieno rispetto delle regole. Dobbiamo tornare a parlare di lavoro a Roma ed in tutto il Paese. Questo è l'obiettivo del sindacato e della Cisl. Con proposte serie, ascoltando i bisogni dei giovani, con meno slogan e più fatti, come ci hanno chiesto anche i Vescovi italiani, con un cambiamento culturale e di prospettiva nel rapporto tra istituzioni e parti sociali, attivando forme vere di partecipazione e di confronto che si pongano stabilmente nei processi decisionali e nel governo delle città. * Segretaria Generale Cisl 

Scarica il Messaggero del 27 Settembre 2017 con l'intervento integrale di Annamaria Furlan, Segretaria Generale della CISL 


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