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ROMA, LA GRANDE CRISI DELL’INDUSTRIA: "36.000 POSTI A RISCHIO"IL REPORT DELLA CISL: " LE ISTITUZIONI INVESTANO". BANDI, NUOVO FLOP PER LE RIMOZIONI DELLE AUTO

ROMA, LA GRANDE CRISI DELL’INDUSTRIA: "36.000 POSTI A RISCHIO"IL REPORT DELLA CISL: " LE ISTITUZIONI INVESTANO". BANDI, NUOVO FLOP PER LE RIMOZIONI DELLE AUTO

martedì 10 luglio 2018/Categorie: Prima Pagina

di LORENZO D'ALBERGO

Roma 10 Luglio 2018 - L'edilizia paralizzata, il settore informatico e tecnologico bloccato dai mancati investimenti sulla banda larga e sulla digitalizzazione dei servizi. Le aziende di telecomunicazioni con gli organici in continua contrazione e le piccole e medie imprese che si occupano di installazioni e impiantistica piegate dall'indebitamento e dalla spietata concorrenza per aggiudicarsi anche il meno redditizio dei subappalti. La fotografia del settore produttivo romano scattata dalla Cisl è a tratti desolante: la crisi, come mette nero su bianco il sindacato nel suo ultimo report, è conclamata e " pesantissima " . E si accompagna a un'ormai cronica mancanza di risposte da parte delle istituzioni.

I numeri sono eloquenti. Le imprese in difficoltà sono 61, per un totale di 35.933 lavoratori senza certezze per il futuro. " Il settore che segna il maggior impatto in termini occupazionali - si legge nel dossier - è quello dell'edilizia". Anche in questo caso sono i dati a parlare: nel giro di otto anni, dal 2008 al 2016, gli iscritti alla Cassa Edile su Roma si sono più che dimezzati, passando da 64 mila a 31.329, "con una perdita media di 4.090 posti ogni dodici mesi " . Negli ultimi quattro anni, poi, hanno chiuso 1.188 aziende. Un'ecatombe che per le piccole e medie imprese si ripete nel settore dell'industria metalmeccanica.

Per la Cisl, poi, sono " previsti ulteriori ridimensionamenti occupazionali legati agli appalti della sanità pubblica" nel settore delle lavanderie industriali. Il destino di imprese come Sogesi, Adapta e Servizi Italia è direttamente legato all'esito delle prossime gare. In flessione anche il settore dell'editoria, tra esuberi e procedure di solidarietà per evitare tagli. L'unico barlume di speranza arriva dall'agroalimentare: se si escludono i 25 lavoratori in pensionamento anticipato di Unilever, in alcuni singoli casi è addirittura ripresa la contrattazione di secondo livello, con aumenti salariali per i dipendenti.

Nel settore delle telecomunicazioni, sono in sofferenza British Telecom Italia ed Ericsson: la prima è in una fase di ristrutturazione a livello mondiale con interventi sul costo del personale e la seconda sarebbe pronta a un nuovo taglio del personale per riportare in equilibrio i conti dopo aver perso la gestione della rete Wind 3. I finlandesi di Nokia, invece, sono già ai licenziamenti: su Roma, registra la Cisl, sono state aperte 15 procedure.

La cassa integrazione è invece il trattamento a cui sono sottoposti 500 lavoratori dell'Istituto di viglianza Città di Roma, i 350 metronotte di Securpol Group e i 78 dipendenti della Sipro. Migliaia i contratti di solidarietà nel panorama delle manutenzioni e della vendita al dettaglio: a preoccupare il sindacato qui sono i 335 accordi del gruppo Media World e Saturn e i 200 delle profumerie Limoni.

Per Paolo Terrinoni, segretario della Cisl di Roma, l'industria romana "vive spesso in solitudine sia i successi sia le difficoltà". Il territorio della capitale, riprende il sindacalista, "presenta notevoli carenze infrastrutturali e ritardi nell'implementazione dell'agenda digitale, nell'introduzione della banda larga o nella digitalizzazione dei servizi: se solo le istituzioni decidessero di investire in queste priorità, il tessuto produttivo romano potrebbe provare a ripartire". Una rivoluzione che, secondo Terrinoni, ha " bisogno di programmazione e visione strategica. Non si può affidare tutto al caso " . Governo, Regione e Comune: per la Cisl si può tornare a crescere " solo se tutti gli attori istituzionali convergono sugli stessi obiettivi e le medesime strategie ".

Insomma, l'obiettivo è trovare quell'unità di intenti che in Campidoglio, almeno nei suoi uffici, sembra essersi smarrita. Come raccontato ieri da Repubblica, il segretariato del Campidoglio ha passato al setaccio 2.185 atti firmati dai manager capitolini nel 2017 e uno su dieci è da riscrivere o annullare per evitare guai maggiori. Ieri è successo di nuovo: il bando per l'assegnazione del servizio di rimozione delle auto posteggiate in sosta vietata o in seconda fila è stato ufficialmente congelato. Il Comune non assegna il servizio da tre anni e ora anche la nuova gara è al palo. Dopo i rilievi delle società interessate all'appalto, i vigili urbani sono corsi ai ripari. Il risultato? Appalto bloccato per riponderare il peso dei requisiti chiesti alle aziende. In attesa delle rettifiche, i potenziali concorrenti del settore tecnologico resteranno a bocca asciutta.

Leggi l'articolo integrale su Repubblica, Cronaca di Roma, con le dichiarazioni di Paolo Terrinoni, Resp. CISL Roma Capitale Rieti 

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